Alex Vizorek

Alex Vizorek


Nel sogno entra in scena come un fantoccio, ma senza fili, osserva il pubblico, è moscio stasera, così moscio che le scapole formano una gobba. Porta una tunica nera, un gilet corto, stivali di cuoio taurino ai piedi, e due cimbali attaccati alle mani guantate. Un lungo silenzio. Incomprensibile. Interminabile silenzio. Guarda gli spettatori senza dire una parola. Sembra nudo dentro e soprattutto perso. Perde sangue. Il pubblico freddo, abituato all'impertinenza della marionetta buontempona. Passano diversi minuti, una decina forse molti di più, poi si volta, sempre in silenzio, e lascia il pubblico sotto i fischi e gli insulti. Alex Vizorek si sveglia di soprassalto.



Lei chi è? Che ci fa in casa mia?, mi chiede. Sdraiato sul divano, con i piedi scalzi, si era addormentato poco prima, mentre raccontava la sua vita, gli amori, i sogni, i ricordi, dopo essersi tolto i calzini di seta rosso carminio, di colore fucsia. La stanza in cui ci troviamo è austera. Mentre dormiva, osservavo il vento scompigliare gli alberi di malinconia, e mi nutrivo della lettura dell'elogio della follia di Erasmo, soffermandomi a lungo sul passaggio: La vita, Dio immortale! Quello sì che è teatro! Che varietà nel tumultuoso agitarsi dei pazzi! Poi ho alzato lo sguardo, con gli occhi attirati dal vento oltre l'ospizio Pacheco (nessun legame, ovviamente, con il calciatore uruguaiano Antonio Pacheco). Questa piazza di Bruxelles è bella, sobria, dolce. La piazza più bella della nostra città natale. Mi chiamo Patrick Lowie, sono un clinico dei sogni, motivatore personale, scrittore, editore, poeta, poliglotta ed eterno sospetto. La mia presentazione sembra rassicurarlo e mi risponde: come no, Signor Lowie, penso di aver fatto dei sogni, ma non me ne ricordo mai... quando mi capita di ritrovare qualche frammento, me ne rimane soltanto l'angoscia di non essere all'altezza della mia passione, mi sveglio nervoso... penso che il mio inconscio mi stia, in un certo modo, spronando. Scrivo molto in questo momento, ho in mente di pubblicare, fra non molto, «Cronache in carrozza» dal tipografo L. Gerritz ad Anversa. Si ferma un attimo, guarda dalla finestra il vento che ripettina gli alberi, lancia un'occhiata al fregio sotto la cornice della facciata dell'ospizio e continua: mi accompagna da Toone de Locrel stasera? Ho adattato «Il gobbo» di Paul Féval per il suo teatro di marionette. Mi guarda con aria vispa e recita: mi travestirò da gobbo e laido. Poi allungando le braccia e fingendo di essere mosso da un manipolatore, ma senza fili, e sguainando dal mantello la sua spada: se non vai da Lagardère, allora sarà Lagardère a venire da te! Accetto la proposta e ci incamminiamo insieme verso il teatro. Lo incoraggio nel suo lavoro, interpreto i suoi sogni, gli parlo del suo futuro, delle scelte che farà, della svolta che subirà la sua vita. Compriamo due barchette di patatine fritte e gli dico: quando ci siamo incontrati per la prima volta, caro Alex, a quella fiera di buoi, sono stato troppo timido e mi è mancato il coraggio di dirle che adoro quello che fa. La trovo divertente e bello. Si volta: grazie, amico, apprezzo la sua franchezza. Gli regalo una pietra d'agata dicendo: agata la aiuterà ad accettarsi per quello che è e le darà fiducia in sé stesso. Arrivati al teatro, sentiamo il pubblico fischiare e uscire dalla sala reclamando indietro i soldi. Un ragazzo riccio e biondo, anche lui furioso, urla: non entrate, Signori, non sprecate né denaro né tempo, la marionetta del gobbo è entrata in scena, ha guardato il pubblico ed è rimasta muta. Per oltre dieci minuti, Signori miei! È una vergogna. È in quel momento che Alex Vizorek estrae dalla tunica una pistola a percussione, sicuramente un po' datata ma in buono stato, e spara al ragazzo. Mi guarda, un po' dispiaciuto per il suo gesto, poi con disinvoltura mi fa: caro collega... pff! Al diavolo... e con fare solenne proclama a gran voce: sono stufo di questo pubblico di idioti!

Chi è Alex Vizorek ?
Alex Vizorek è un attore, umorista e animatore belga, nato a Bruxelles il 21 settembre 1981. Si è fatto notare nel 2009 al Festival della commedia di Montreux. È intervenuto alla radio Bel-RTL e poi alla RTBF, poi in Francia nel 2012 su France Inter, prima di apparire alla televisione francese, su France 5, e su C8, nella trasmissione di Thierry Ardisson. Nel 2015 pubblica Chroniques en Thalys e nel 2017 L'échappé belge per le edizioni Kero.

Guarda online : Il sito di Alex Vizorek

Traduzione : Irene Seghetti